La poesia di Giovanni Pietro Monesio, Giovanni Lotti e Lelio Orsini nella cantata da camera del XVII secolo

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La tesi è dedicata allo studio di tre poeti per musica, Giovanni Pietro Monesio, Giovanni Lotti e Lelio Orsini, operanti a Roma nel XVII secolo. Malgrado il rilevante contributo offerto al genere musicale della cantata da camera, ancora scarse o relegate a indagini occasionali risultavano essere sinora le notizie riguardanti gli aspetti biografici dei tre autori, la definizione della loro produzione poetica, le relazioni con l’ambiente culturale romano e con i mecenati sostenitori della loro attività letteraria. Nel Capitolo 1, dedicato a Giovanni Pietro Monesio, si propone una ricostruzione della biografia a partire dalle poche informazioni fornite nelle opere storico-letterarie del Sei- e Settecento, ampliate attraverso i dati (perlopiù inediti) emersi dalle indagini archivistiche sul poeta e sulla sua famiglia e dalla definizione della produzione celebrativa e per musica (§1.1). La ricerca pone in luce l’importanza della relazione con il mondo culturale asburgico e l’influenza del mecenatismo di Leopoldo I e di Eleonora Gonzaga Nevers sull’attività poetica di Monesio (§1.2). Una specifica attenzione è rivolta allo studio de La Musa seria (Roma, 1674), raccolta di versi per musica in due parti dedicata agli imperatori (§1.3). Essa è la fonte principale per l’attribuzione a Monesio, raramente segnalata nei manoscritti musicali, di numerosi testi di cantate, delle quali si propone una riflessione sugli aspetti poetici, un’ipotesi di datazione e di circolazione negli ambienti musicali (§1.4). Il Capitolo 2, dedicato a Giovanni Lotti, propone una ricostruzione della biografia del poeta a partire dalle notizie presenti nelle opere storico-letterarie coeve, recentemente arricchite in alcuni contributi musicologici recenti, qui ampliate attraverso l’acquisizione di nuovi dati archivistici e la ricostruzione della produzione poetica encomiastica e per musica (§2.1). Tra gli aspetti biografici, si evidenzia in particolare il rapporto di Lotti con i due mecenati sostenitori della sua attività, Antonio Barberini e Lorenzo Onofrio Colonna (§2.2). Numerose sono le indicazioni della paternità poetica rilevabili nei manoscritti musicali, tuttavia la ricognizione della produzione di testi per musica di Lotti si arricchisce di nuove attribuzioni grazie allo studio della raccolta di Poesie latine e toscane (Roma, 1688) (§2.3). In merito ai testi di cantate di Lotti si propone un’analisi degli aspetti poetici principali, un’ipotesi di datazione e di circolazione verificatasi in particolare tra i compositori al servizio del cardinale Barberini (§2.4). Nel Capitolo 3, dedicato a Lelio Orsini, si propone un ritratto del poeta, a partire dalle informazioni trasmesse nelle biografie sei- settecentesche e dai recenti studi storico-artistici, cui si aggiungono nuovi dati ricavati da fonti archivistiche e opere coeve sinora mai prese in considerazione (§3.1). Nella complessa definizione della vita di Orsini - principe, pittore dilettante, collezionista d’arte, poeta e uomo devoto - si conferisce particolare risalto agli aspetti biografici che influenzano la produzione di versi per cantate e oratori, tralasciando i dati relativi agli aspetti più propriamente connessi ai nobili natali e al suo ruolo di amministratore. Come per Monesio e Lotti, si avanzano ipotesi sulla datazione di cantate e oratori di Orsini e sulla loro circolazione (§3.2). In assenza di una raccolta poetica è possibile attribuire a Orsini solo undici cantate, alle quali è dedicata un’analisi di tematiche, schemi metrici e scelte musicali (§3.3). Dopo una trattazione monografica, il Capitolo 4 pone in luce alcuni punti di contatto tra i tre poeti, come la figura di Giulio Cesare Colonna, amico di Lotti e Orsini e promotore dell’accademia degli Anfistili a cui prende parte Monesio (§4.1), o come la presenza di testi di Monesio e Lotti nelle raccolte celebranti i medesimi eventi storici (§4.2-§4.7). La tesi propone poi due strumenti bibliografici. Nel Capitolo 5 si elaborano gli incipitari dei testi per musica di Monesio (§5.2), Lotti (§5.3) e Orsini (§5.4), per i quali sono indicate le fonti in cui si rileva l’attribuzione poetica, le fonti letterarie e le concordanze musicali, la bibliografia relativa a ciascuna intonazione, le varianti testuali ed eventuali annotazioni. Nel Capitolo 6 è presente la trascrizione dei testi delle cantate di Monesio (§6.1), Lotti (§6.2) e Orsini (§6.3). Nel Capitolo 7, si forniscono appendici documentarie e poetiche a supporto della ricostruzione biografica dei tre poeti.

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