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Authors: Novembre, Alessandro
Title: Il giovane Schopenhauer e Fichte : la duplicità della coscienza
Online publication date: 12-Mar-2014
Abstract: Lo scopo del presente lavoro è gettare la massima luce possibile (in base ai documenti disponibili), sia dal punto di vista teorico che storico, su due questioni che la ricerca schopenhaueriana ha già da tempo considerato come decisive: la frequenza, da parte del giovanissimo Schopenhauer, delle lezioni di Fichte e la genesi, lo sviluppo e infine lâ abbandono del filosofema della «coscienza migliore». Il lavoro è perciò diviso in due sezioni: «Analisi degli appunti» e «La coscienza migliore». Schopenhauer frequentò a Berlino, nel semestre invernale 1811-12, quattro lezioni di Fichte «Sullo studio della filosofia», e poi i corsi «Sui fatti della coscienza» e «Sulla dottrina della scienza». Nei suoi appunti concernenti queste lezioni, Schopenhauer ha registrato non soltanto lâ esposizione di Fichte, ma anche le sue osservazioni e obbiezioni. Lâ analisi di questi appunti, condotta nella prima parte, consente perciò di documentare dettagliatamente il primo incontro del giovane Schopenhauer con la filosofia di Fichte e di indicare i punti specifici dellâ esposizione di questâ ultimo che possono aver costituito un riferimento teorico significativo per il successivo sviluppo della filosofia schopenhaueriana. La seconda parte del lavoro è dedicata allâ analisi dei Manoscritti giovanili di Schopenhauer, redatti dal 1804 al 1814, e soprattutto al filosofema della «coscienza migliore». Il tema della prima parte e il tema della seconda parte del lavoro sono in stretta relazione, in quanto, come è dimostrato nel corso dellâ indagine, lâ ascolto dei corsi di Fichte mosse Schopenhauer a elaborare i principi fondamentali del filosofema in questione. Questâ ultimo costituisce il primo tentativo di sistema di Schopenhauer. Attraverso lâ analisi di tale filosofema si muove perciò unâ indagine sistematica sui primissimi esperimenti teorici del giovane Schopenhauer, mettendo in evidenza il percorso e gli influssi attraverso i quali il filosofo tedesco è gradualmente giunto alle sue posizioni definitive concernenti il sistema della volontà di vivere. Nel lavoro si dimostra che la preferenza di Schopenhauer per il sistema della volontà di vivere rispetto al tentativo di sistema della coscienza migliore è necessitato da unâ esigenza di coerenza verso quelle che Schopenhauer stesso considera le istanze irrinunciabili del criticismo kantiano. Al tempo stesso, si mostra come il filosofema della «coscienza migliore» abbia costituto, nelle riflessioni del giovane Schopenhauer, un importantissimo â esperimento teoricoâ , il cui fallimento fornì lâ impulso fondamentale per lâ elaborazione del sistema della volontà di vivere.
Diese Arbeit ist zwei Themen gewidmet, denen die Schopenhauer-Forschung große Wichtigkeit zuschreibt: einerseits dem Verhältnis Schopenhauers zu den Vorlesungen Fichtes, die er im Wintersemester 1811-1812 in Berlin besuchte und niederschrieb, und dem Philosophem des besseren Bewusstseins. Daher gliedert sich die Arbeit in zwei Teile: »Analisi degli appunti« und »La coscienza migliore«. Jeder Themenbereich ist unabhängig vom anderen von enormer Bedeutung. Dass diese zwei Themen in ein und derselben Arbeit betrachtet werden, schadet jedoch nicht, sondern festigt im Gegenzug die Einheit derselben, insofern der Besuch der Vorlesungen Fichtes, und zwar seiner ersten Vorlesung »Über die Tatsachen des Bewusstseins«, Schopenhauer Anstoß gab, die Hauptpunkte seiner Theorie des doppelten Bewußtseins zum ersten Mal zu formulieren. In Berlin besuchte Schopenhauer vier Vorlesungen »Über das Studium der Philosophie«, die in der Woche vor Beginn des Wintersemesters (21.10.1811) gehalten wurden, den Kurs »Über die Tatsachen des Bewusstseins«, der vom 21.10. bis 20.12.1811 gehalten wurde, und den Kurs »Über die Wissenschaftslehre«, der vom 6. Januar bis 20. März 1812 stattfand. Nun hat Schopenhauer nicht nur die Vorlesungen Fichtes, sondern auch seine eigenen Bemerkungen aufgeschrieben. Die Analyse dieses Materials kann also nicht nur das berücksichtigen, was Schopenhauer gehört hat, sondern auch seine auf den Vortrag Fichtes bezogenen Einwände und Glossen. In diesem Teil der Arbeit wird auch versucht, die theoretischen Punkte zu bestimmen, wodurch diese Vorlesungen Fichtes einen Einfluss auf Schopenhauer haben konnten, und zwar die Idee einer Duplizität des Bewusstseins, die Begriffe von »Besonnenheit« und «Losreißen» und die Konzeption der Unendlichkeit des Handelns (die Schopenhauer, in Auseinandersetzung mit dem ersten Protokoll »Über die Tatsachen des Bewußtseins«, als Unmöglichkeit einer definitiven Befriedigung des Willens versteht). Zur Glosse zur dreiunddreißigsten Vorlesung Fichtes »Über die Tatsachen des Bewußtseins« setzt Schopenhauer sogar das Thema des Willens zum ersten Mal in Verbindung mit dem des Dings an sich. Der Zweck des ersten Teils der Dissertation ist es, die spezifische Bedeutung des späten Fichte für die Entstehung der reifen Philosophie Schopenhauer zu bestimmen. In dem zweiten Teil werden die früheste Manuskripte Schopenhauers (1804-1814) analysiert, um zuerst sein Philosophem des doppelten Bewusstseins zu untersuchen, und dann die Entstehung seiner Willensmetaphysik historisch und theoretisch darzustellen. Dabei wird die große Wichtigkeit der Schopenhauer-chen Auseinandersetzung mit Fichte und Schelling betont.
DDC: 100 Philosophie
100 Philosophy
Institution: Johannes Gutenberg-Universität Mainz
Department: FB 05 Philosophie und Philologie
Place: Mainz
DOI: http://doi.org/10.25358/openscience-3714
URN: urn:nbn:de:hebis:77-36853
Version: Original work
Publication type: Dissertation
License: in Copyright
Information on rights of use: https://rightsstatements.org/vocab/InC/1.0/
Extent: 461 S.
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